L’ondata di calore straordinaria che sta interessando la Sardegna e la Gallura in questi giorni rischia di diventare una vertenza sindacale. Il caldo africano, infatti, sta mettendo a dura prova la salute e la sicurezza dei lavoratori che prestano servizio all’aperto, soprattutto nelle ore centrali della giornata, le più calde.
Luisella Maccioni, segretaria Uiltrasporti, settore igiene ambientale — ha vietato i lavori all’aperto dalle 12:30 alle 16 per alcune categorie a rischio, come quelle agricole, florovivaistiche ed edilizie. Una misura certamente opportuna, ma restano esclusi i lavoratori del settore dell’igiene ambientale, nonostante siano quotidianamente esposti a condizioni di stress termico estremo, senza poter beneficiare di alcuna deroga o sospensione del servizio. Tali attività, pur essendo essenziali per la collettività, non possono essere svolte a discapito della salute di chi le garantisce. La continuità del servizio pubblico non può e non deve trasformarsi in un fattore di rischio per gli operatori».
La Uiltrasporti Gallura ha chiesto alle aziende e alle amministrazioni comunali di adottare misure immediate affinché questi lavoratori possano operare in sicurezza:
La messa a disposizione di mezzi dotati di aria condizionata per tutti gli operatori impegnati nella raccolta e nel trasporto dei rifiuti;
La fornitura di acqua potabile in quantità adeguata su ogni mezzo e in ogni postazione di lavoro;
L’installazione di ombrelloni e di sistemi di approvvigionamento idrico corrente presso i punti di maggiore esposizione, come ecocentri ed eco isole;
«La mancanza di tutele adeguate, unite alle condizioni climatiche estreme — conclude la segretaria Luisella Maccioni — rende l’igiene ambientale uno dei comparti dei servizi pubblici con il più alto tasso di esposizione al rischio di infortuni e malattie professionali»


